Ammettiamolo, tutti abbiamo ricevuto regali/premi sul posto di lavoro, da sempre e continueremo a riceverne.

Ma i migliori sono quelli che sono stati strategicamente pensati e personalizzati. 

Quando ricevi un regalo/premio preferiresti: “Ehi bel lavoro?” O un discorso ponderato con la dimostrazione di come la tua personalità si è mostrata all’altezza degli obiettivi dell’azienda? Forse nessun dei due e meglio un regalo/premio concreto quale un piccolo aumento in busta paga, un benefits straordinario o un riconoscimento fuori dalla busta paga ( ingegnere i più apprezzati).

Per aumentare il coinvolgimento e rispondere alla domanda se i premi motivano le persone dobbiamo prima considerare la tipologia del lavoro che il nostro dipendente svolge.

Come dimostrano le evidenze scientifiche in campo della motivazione il sistema del bastone e carota (basato sul concetto di ricompensa se… allora…)  funziona se e solo se il tipo di ruolo svolto è di tipo meccanicistico, ripetitivo. In altre parole routinario. Ho approfondito il concetto in questo approfondimento qui. E funzionano solo se prima è stato spiegato e osservato che quel tipo di lavoro è assolutamente noioso, necessario all’azienda e venga concessa la possibilità al lavoratore di portarlo a termine in piena autonomia. Bastone e carota invece nel modo più assoluto non funzionano per i ruoli dove è richiesto l’uso del concetto e della creatività. La regola di base per riuscire a motivare il personale al di la del tipo di ruolo ricoperto prevede il rispetto della SELF DETERMINATION THEORY:

1.Assicurarsi l’equità delle retribuzioni dei propri dipendenti sia internamente che esternamente sul mercato

2. Autonomia: lasciar liberi di scegliere sia l’orario che i colleghi con i quali si intende lavorare

3.Maestria: offrire la possibilità di migliorarsi

4.Scopo: avere uno scopo legato o meno a quello aziendale

In estrema sintesi la risposta alla domanda “ma i premi motivano le persone?” è: assolutamente NO.