23Set

 

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Il coinvolgimento dei dipendenti non nasce dal caso e non si ottiene con premi sporadici o con un generico “abbiamo sempre fatto così”. Deriva invece da un processo intenzionale, sistemico, orientato alla crescita della cultura organizzativa e alla responsabilizzazione delle persone.

Quando un imprenditore percepisce che i propri dipendenti sono svogliati, apatici, poco responsabili o scarsamente “attaccati” all’impresa, la prima azione utile non è cambiare le persone, ma iniziare da sé e porre le domande giuste.
Le domande generano consapevolezza, e la consapevolezza è il prerequisito per il cambiamento.

Di seguito dieci domande fondamentali, ciascuna delle quali permette di individuare una diversa componente dell’employee engagement.

1. In che modo i dipendenti si adegueranno alle nuove opportunità e rimarranno aggiornati nel loro modo di pensare?

Il coinvolgimento nasce dalla capacità dell’organizzazione di offrire apprendimento continuo, sviluppo delle competenze e spazi per innovare. Senza crescita cognitiva, non esiste crescita motivazionale.

2. In che modo i successi, le sfide e i cambiamenti vengono comunicati nella tua organizzazione?

La comunicazione è la struttura portante dell’engagement. Se ciò che accade in azienda non viene condiviso, interpretato e discusso, si generano distanza, sfiducia e cinismo.

3. I tuoi dipendenti hanno voce in capitolo nelle relazioni critiche che influenzano il successo aziendale?

Le persone si sentono coinvolte solo quando percepiscono di poter contribuire in modo reale, non simbolico. Dare voce significa includere.

4. La tua azienda esprime chiaramente scopo, visione, obiettivi, strategie e valori?

E soprattutto: i dipendenti sono parte attiva di tutto questo?
Una cultura calata dall’alto non genera appartenenza. Una cultura co-costruita, invece, sí.

5. I tuoi dipendenti si fidano di te?

La fiducia è la prima variabile dell’engagement. Senza fiducia, la collaborazione diventa difensiva, il clima si deteriora e la produttività scende.

6. Come sai se i tuoi dipendenti sono veramente motivati?

Misurare l’engagement richiede strumenti, metriche, conversazioni strutturate. L’intuizione dell’imprenditore non è sufficiente.

7. Come li motivi?

Premi e incentivi non bastano. L’engagement nasce da autonomia, significato, equità, riconoscimento e relazione.

8. I tuoi dipendenti sono incoraggiati a lavorare in gruppo?

La collaborazione non emerge spontaneamente. Va progettata attraverso ruoli chiari, processi, responsabilità condivise e una leadership che facilita, non che accentra.

9. I tuoi reparti e le tue divisioni sono davvero efficaci?

Efficacia significa allineamento, flussi di comunicazione chiari, responsabilità definite e assenza di silos. Senza questo, nessuna cultura può funzionare.

10. La tua azienda è davvero unica?

La domanda centrale: perché qualcuno dovrebbe voler lavorare proprio da te?
Se la risposta non è evidente, è il momento di intervenire sulla cultura, prima ancora che sul recruiting.


Il vero ostacolo: la resistenza dell’imprenditore

Molti imprenditori, soprattutto nelle PMI, considerano “una perdita di tempo” porsi queste domande.
Il modello mentale del “so fare tutto da solo” continua a resistere, generando stagnazione culturale. Eppure, la ricerca del Massachusetts Institute of Technology mostra che dipendenti maggiormente coinvolti sono più produttivi, più creativi e più fedeli all’azienda.

L’engagement non è un vezzo HR, ma un fattore di performance: APPROFONDISCI


Engagement: non servono nuove figure, serve volontà

Non hai bisogno di un “Employee Engagement Manager” per riflettere su queste 10 domande.
Ciò che serve è la capacità di usare le risposte come punto di partenza per un piano di azione strutturato:

  • migliorare la comunicazione interna

  • ridisegnare ruoli e responsabilità

  • attivare pratiche di ascolto

  • ridurre i comportamenti manageriali controproducenti

  • rafforzare la cultura della collaborazione

  • aumentare fiducia, trasparenza e coerenza

La domanda finale è una sola:
sei disposto a intervenire davvero sulla tua cultura aziendale?

Se sì, hai già iniziato il percorso e se lo vuoi proseguire ti invito ad effettuare il questionario gratuito qui.


Bibliografia

  • Bakker, A. B., & Schaufeli, W. B. (2008). Positive Organizational Behavior: Engaged Employees in Flourishing Organizations. Journal of Organizational Behavior.

  • Edmondson, A. (2019). The Fearless Organization. Wiley.

  • Gallup (2023). State of the Global Workplace. Gallup Press.

  • Kahn, W. A. (1990). Psychological Conditions of Personal Engagement and Disengagement at Work. Academy of Management Journal.

  • MacLeod, D., & Clarke, N. (2009). Engaging for Success. UK Government.

  • MIT Human Dynamics Lab. (2009). Workplace Productivity and Engagement Research. Massachusetts Institute of Technology.

  • Schein, E. H. (2010). Organizational Culture and Leadership. Jossey-Bass.

  • Ulrich, D. (2016). HR That Delivers Value. Harvard Business School Press.


Sitografia

Libero professionista come HR Temporay Director con oltre vent’anni di esperienza nella gestione strategica e operativa delle risorse umane in contesti industriali, manifatturieri e di servizi ad alta complessità organizzativa. Ho sviluppato un percorso che integra competenze manageriali, organizzative e relazionali, costruendo politiche HR capaci di sostenere la crescita delle aziende. Specializzato in Performance Management, Talent Acquisition e Retention, Governance e Change Management, ho gestito budget HR fino a ≈ 2.500.000 € annui, coordinato team HR e payroll fino a 7 persone, e accompagnato aziende in fasi di crescita, ristrutturazione e processi di innovazione in ambito HR. Adotto le best practices internazionali riconducibili al body of knowledge di APICS: Association for Operations Management e quelle internazionali della Lean Production e della Lean Office. Il mio approccio integra visione strategica e attenzione operativa: dalla definizione delle roadmap HR alla negoziazione di contratti e politiche retributive, dalla gestione di relazioni sindacali alla costruzione di sistemi premianti di varie tipologie come ad esempio MBO, OKR ecc. costruiti ad hoc. Ho sempre riportato direttamente al Presidente, al CEO o al Consiglio di Amministrazione, garantendo un allineamento costante tra strategia HR e obiettivi aziendali.