
Febbraio 2026. Diverse grandi organizzazioni (Stellantis, Amazon, Meta, JPMorgan, Goldman Sachs, Tesla, PwC) stanno riportando in presenza migliaia di persone. Il tema non è ideologico (“controllo vs fiducia”), ma economico-organizzativo:
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cisallineamento tra percezione di produttività (87% dei dipendenti si percepisce più produttivo da remoto – Microsoft) e misurazione manageriale (solo 12% dei manager concorda).
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Gap di ore produttive stimate (5,14 ore remote vs 7,79 in presenza – Bureau of Labor Statistics 2024).
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Assenza di KPI chiari e accountability nei modelli di lavoro ibrido.
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Rischio strategico di sostituibilità delle competenze se il lavoro è completamente remotizzabile (crescita offshore +32% dal 2019 negli USA).
Problema reale:
Nella maggior parte delle aziende, lo smart working non è stato progettato come sistema organizzativo. È stato concesso. In assenza di un sistema di obiettivi, misurazione e leadership per risultati, il rientro diventa una scelta di stabilizzazione.
Domanda strategica:
Vogliamo governare il lavoro o subirlo?
2. Obiettivi dell’intervento
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Ripristinare coerenza tra strategia, organizzazione e modello di lavoro.
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Recuperare produttività misurabile (+6% / +12% in 12 mesi).
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Ridurre ambiguità organizzative e tempi morti decisionali.
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Aumentare accountability manageriale.
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Mitigare rischio di turnover e perdita di engagement.
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Ridurre rischio di sostituibilità delle competenze.
3. Metodologia
Approccio evidence-based e sistemico, integrando:
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Logica del ciclo del valore HR (persone → relazioni → performance → valorizzazione)
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Sistemi di valutazione della performance e collegamento a obiettivi e comportamenti
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Implementazione strutturata del performance management (assegnazione obiettivi → feedback continuo → valutazione risultati)
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Ridefinizione di ruoli, responsabilità e job description
4. Fasi operative
FASE 1 – Diagnosi organizzativa (4–6 settimane)
Obiettivo: capire se il problema è il remote working o l’assenza di sistema.
Attività:
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Analisi KPI attuali (produttività, assenteismo, time-to-decision, turnover).
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Mappatura ruoli e responsabilità.
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Valutazione qualità obiettivi individuali.
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Analisi saturazione manageriale.
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Survey mirata su percezione vs misurazione della performance.
Output:
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Report gap produttività reale vs percepita.
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Mappa criticità organizzative.
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Identificazione ruoli remotizzabili vs ruoli a valore relazionale.
FASE 2 – Ridefinizione del modello organizzativo (6–8 settimane)
Obiettivo: decidere il modello, non subirlo.
Possibili modelli:
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Rientro totale (5/5) per ruoli ad alta interdipendenza.
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Modello ibrido strutturato (3+2) con giornate obbligatorie per team.
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Remote selettivo solo per ruoli misurabili per output.
Interventi chiave:
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Ridefinizione job description e responsabilità
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Introduzione KPI individuali e di team
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Revisione MBO e sistemi premianti
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Definizione “presenza a valore” (non presenza passiva).
Output:
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Policy rientro strutturata.
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Sistema KPI formalizzato.
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Matrice presenza vs valore generato.
FASE 3 – Sistema di performance e accountability (8–12 settimane)
Senza sistema, il rientro è solo fisico.
Implementazione:
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Assegnazione obiettivi misurabili trimestrali
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Feedback strutturato mensile.
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Schede di valutazione con ambito risultati + comportamenti
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Collegamento tra performance e incentivazione
Output:
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Performance framework aziendale.
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Cruscotto direzionale.
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Report trimestrale di produttività.
FASE 4 – Comunicazione strategica del rientro
Il rientro fallisce se è percepito come “controllo”.
Messaggio chiave:
Non rientriamo per controllare. Rientriamo per generare valore misurabile.
Azioni:
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Town hall con dati.
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Linee guida per manager su come comunicare in modo specifico e costruttivo
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Messaggio sintetico, chiaro e orientato all’azione (scrittura funzionale)
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Toolkit manageriale per gestione feedback.
FASE 5 – Monitoraggio e stabilizzazione (6 mesi)
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Monitoraggio KPI produttività.
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Analisi engagement e turnover.
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Correzioni organizzative progressive.
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Revisione carichi di lavoro.
5. Deliverable / Output
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Report diagnosi organizzativa.
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Nuovo modello organizzativo formalizzato.
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Policy smart working/rientro.
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Sistema di performance management completo.
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Cruscotto KPI direzionale.
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Toolkit comunicazione manageriale.
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Piano incentivazione collegato a risultati.
6. Valore per il cliente (CEO / Direzione)
Benefici economici
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Recupero 1,5–2,5 ore produttive medie/giorno.
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Riduzione turnover 10–20%.
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Riduzione costi di inefficienza decisionale.
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Maggiore difendibilità delle competenze chiave.
Benefici organizzativi
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Chiarezza ruoli.
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Leadership orientata a obiettivi.
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Riduzione conflitti interni.
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Cultura meritocratica.
7. Indicatori di risultato (KPI)
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Produttività per FTE.
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Tempo medio decisionale.
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Turnover volontario.
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Assenteismo.
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% obiettivi raggiunti.
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Engagement score.
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Costo medio per sostituzione.
8. Opzioni di intervento
Livello 1 – Diagnosi Strategica (PMI)
Durata: 6 settimane
Output: report + raccomandazione modello.
Livello 2 – Ridisegno Organizzativo
Durata: 4 mesi
Include KPI, job description, policy.
Livello 3 – Trasformazione Completa HR Governance
Durata: 9–12 mesi
Include:
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Sistema performance integrato
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Revisione MBO
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Incentivazione variabile
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Sviluppo leadership
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Governance HR strutturata
9. Posizionamento finale
Il lavoro agile non è fallito.
Fallisce quando non è progettato.
Il rientro non è una misura disciplinare.
È una scelta di governo organizzativo.
La vera alternativa non è “ufficio sì o no”.
È questa:
Abbiamo costruito un sistema capace di generare valore misurabile indipendentemente dal luogo di lavoro?

