Chi l’ha già fatto.
Com’è andata.
Supervisione HR · CEO e Founder
Tre situazioni reali di affiancamento su decisioni people critiche.
PMI manifatturiera · 88 dipendenti · Toscana
in 12 mesi
PMI manifatturiera · 88 dipendenti · Toscana
Il CEO gestiva ogni decisione HR in autonomia: assunzioni, promozioni, conflitti, piani retributivi. Una media di 15–20 decisioni al mese sotto pressione, senza criteri condivisi né processi scritti. Il turnover aveva raggiunto il 30% annuo, con costi diretti stimati in oltre 60.000€ l’anno solo per selezione e formazione. Il CEO era convinto che il problema fossero i dipendenti, ma le cause erano strutturali.
Sessione di intake strategica (90 min) per mappare i processi HR esistenti e identificare le priorità. Percorso su 4 sessioni mensili: definizione dei criteri di selezione per i 3 ruoli critici; protocollo di onboarding 30-60-90 giorni; check-in mensile strutturato con i capi reparto; protocollo formale per le contestazioni disciplinari.
Il turnover è sceso dal 30% al 12% in 12 mesi, con un risparmio stimato di oltre 35.000€ annui. Il CEO ha recuperato 6–8 ore mensili smettendo di partecipare ai colloqui junior. Due promozioni interne gestite con accordo scritto e comunicazione trasparente, senza conflitti.
Studio professionale · 60 persone · Milano – Firenze – Roma
risolto in 3 settimane
Studio professionale · 60 persone · Milano–Firenze–Roma
Un conflitto tra due collaboratori senior durava da oltre 3 mesi e paralizzava le riunioni settimanali. Il titolare aveva già tentato due interventi informali senza risultati. Un cliente storico era già stato perso per i ritardi generati dal clima.
Ascolto individuale strutturato con ciascuna delle parti (sessioni separate da 60 min). Ricostruzione delle cause reali: aspettative di ruolo non esplicitate, distribuzione percepita come iniqua dei clienti più redditizi, incompatibilità degli stili comunicativi. Costruzione di un protocollo condiviso con 5 regole operative. Sessione plenaria facilitata. Follow-up individuale a 30 giorni.
Il conflitto si è risolto operativamente in 3 settimane. Entrambi i collaboratori sono ancora in azienda 18 mesi dopo. La durata media delle riunioni settimanali si è ridotta da 2 ore a 50 minuti.
Startup tech · 12 persone · Milano
raggiunti nei primi 90 giorni
Startup tech · 12 persone · Milano
Il co-founder tecnico doveva assumere il primo Operations Manager. Non aveva mai condotto un colloquio strutturato, non aveva criteri di valutazione espliciti, e le prime 6 candidature erano state scartate per motivi difficili da articolare. Un errore di selezione a quel livello valeva 40.000–60.000€ in una fase di crescita critica.
Brief strategico per definire i KPI del ruolo a 30, 60 e 90 giorni. Revisione della job description. Costruzione di una griglia di valutazione con 8 criteri ponderati. Affiancamento del founder nei colloqui finali con i 3 candidati. Valutazione comparata con debriefing strutturato.
Assunzione completata. Il candidato ha raggiunto il 90% degli obiettivi nei primi 90 giorni. L’azienda ha replicato autonomamente il processo strutturato per le 3 assunzioni successive.
Supervisione HR · Compliance e Rischio Giuslavoristico
Tre situazioni reali di gestione del rischio legale HR.
Ristorante · 12 dipendenti · Firenze
nessuna impugnazione
Ristorante · 12 dipendenti · Firenze
Il titolare doveva licenziare un dipendente per comportamenti reiterati: assenze ingiustificate, atteggiamento conflittuale, due episodi documentati. Il consulente del lavoro aveva già avvertito del rischio concreto di impugnazione per mancanza di documentazione formale.
Ricostruzione cronologica di tutto il documentabile. Costruzione della sequenza procedurale corretta secondo il CCNL Ho.Re.Ca: contestazione formale, termine per risposta scritta, provvedimento definitivo. Redazione delle lettere conformi ai requisiti legali. Coordinamento con il consulente del lavoro.
Il licenziamento è stato eseguito nella forma corretta. Nessuna impugnazione in sede giudiziale o sindacale. La situazione si è chiusa con un accordo sindacale. Il titolare ha costruito un manuale interno di disciplina per gestire le future contestazioni in autonomia.
Agenzia di comunicazione · 9 persone
completamente evitato
Agenzia di comunicazione · 9 persone
Il titolare aveva modificato le mansioni di un collaboratore senior senza comunicazione formale. Il collaboratore aveva consultato un avvocato del lavoro e valutava un ricorso per demansionamento. Rischio contenzioso tra 25.000 e 40.000€.
Analisi della situazione contrattuale e della giurisprudenza applicabile. Costruzione di un accordo di modifica delle mansioni retroattivamente regolarizzato: tecnicamente inattaccabile, economicamente equo per entrambe le parti. Mediazione facilitata. Supporto nella comunicazione con il collaboratore.
L’accordo è stato firmato da entrambe le parti. Il collaboratore è ancora in azienda. Il risparmio rispetto a un contenzioso stimato tra 25.000 e 40.000€. Il titolare ha aggiornato tutti i contratti al reale contenuto delle mansioni.
PMI alimentare · 112 dipendenti
€12–18k evitati
PMI alimentare · 112 dipendenti
L’HR interno si trovava a gestire un’ispezione del lavoro programmata senza la certezza che il CCNL applicato fosse corretto per tutte le categorie (produzione, logistica, amministrazione). L’HR era in azienda da 8 mesi senza visione completa della situazione preesistente.
Audit completo del CCNL applicato vs attività reale per ciascuna categoria. Verifica di 6 aree di rischio: classificazione livelli, straordinari, trasferte, premi, profili ibridi, accordi integrativi. Identificazione di 3 irregolarità reali. Piano di regolarizzazione preventiva. Preparazione dell’HR per l’ispezione.
L’ispezione è stata superata senza sanzioni. Le 3 irregolarità preventivamente risolte avrebbero comportato sanzioni stimate tra 12.000 e 18.000€. L’azienda ha implementato un calendario annuale di audit interni preventivi.
Supervisione HR · Talent Acquisition e Selezione
Tre situazioni reali in cui il processo di selezione era il problema.
Azienda distributiva · 134 dipendenti
+18% budget commerciale
Azienda distributiva · 134 dipendenti
Terzo tentativo in 8 mesi per assumere un area manager commerciale. I due candidati precedenti si erano rivelati inadeguati entro 90 giorni. Il costo complessivo degli errori di selezione era stimato in oltre 80.000€. CEO e HR erano in disaccordo sui criteri.
Sessione strategica di 2 ore con CEO e HR per rendere espliciti i criteri impliciti. Riscrittura della job description con KPI misurabili. Revisione del processo di screening: da CV-based a scenario-based con domande situazionali. Assessment comportamentale DISC sul finalista. Debriefing strutturato con griglia di valutazione condivisa.
Al quarto tentativo l’assunzione è stata quella corretta. Il manager è ancora in azienda 2 anni dopo, ha superato il budget commerciale del primo anno del 18% e ha costruito un team stabile di 4 account. CEO e HR: ‘finalmente lo stesso linguaggio sulla selezione’.
Studio medico privato · 6 medici + 14 staff
alla 2a candidatura
Studio medico privato · 6 medici + 14 staff
Il direttore aveva già rifiutato 12 candidature in 4 mesi per una coordinatrice di front-office senza riuscire a spiegare i criteri di scelta nemmeno a se stesso. Il problema reale era l’assenza di criteri di selezione espliciti e misurabili.
Sessione di profilazione per estrarre e rendere espliciti i criteri impliciti del direttore. Ridisegno del processo di screening con filtri progressivi. Costruzione di 3 scenari pratici per testare gestione dello stress e capacità organizzativa. Revisione della job description con requisiti oggettivi.
Assunzione alla seconda candidatura dopo il redesign del processo. La coordinatrice ha superato il target di NPS interno già a 3 mesi dall’assunzione. Il processo di selezione è stato standardizzato per tutti i ruoli dello studio.
PMI edile · 28 dipendenti
nei 2 anni successivi
PMI edile · 28 dipendenti
Due assunzioni fallite in 3 anni per lo stesso ruolo operativo critico, entrambe con dimissioni entro 6 mesi. La selezione era affidata esclusivamente all’istinto del titolare. Il costo complessivo superava i 35.000€.
Analisi retroattiva di chi aveva funzionato in quel ruolo in passato: estrazione delle caratteristiche comuni. Costruzione di un test pratico basato su uno scenario reale di cantiere. Reference check strutturato su 3 referee con 8 domande specifiche. Griglia di valutazione con pesi differenziati tra competenze tecniche e relazionali.
Il candidato assunto è diventato il riferimento operativo per i 3 cantieri più complessi. Promosso a responsabile operativo dopo 18 mesi. Zero turnover nel ruolo nei 2 anni successivi. Il titolare ha adottato il processo strutturato per tutte le assunzioni successive.
Consulenza HR · Gestione della Performance
Tre situazioni reali in cui la valutazione era assente o disfunzionale.
PMI servizi IT · 73 dipendenti
3 ore → 40 minuti
PMI servizi IT · 73 dipendenti
Il CEO valutava le performance ‘a sensazione’ una volta l’anno, in occasione delle discussioni salariali. Tre dipendenti erano convinti di essere performer eccellenti, mentre lui li considerava nella media. Le conversazioni sugli aumenti duravano ore e generavano risentimenti. Un dipendente chiave aveva già minacciato di lasciare.
Definizione di obiettivi trimestrali misurabili per ogni ruolo. Check-in mensile da 30 minuti con ogni manager. Dashboard condivisa con visibilità degli obiettivi. Formazione del CEO sulla conduzione delle conversazioni di performance basate su dati, non su percezioni.
La conversazione sugli aumenti del ciclo successivo è durata 40 minuti invece di 3 ore, basata su dati condivisi. Il dipendente che aveva minacciato di lasciare è rimasto. 19/21 dipendenti: ‘il lavoro è diventato più chiaro e prevedibile’.
Studio di architettura · 11 persone
Senior ha scelto di restare
Studio di architettura · 11 persone
Un team creativo di 11 persone resisteva a qualsiasi forma di valutazione strutturata: ‘la creatività non si misura’. Un collaboratore senior con 8 anni di esperienza stava valutando un’offerta dall’estero, stanco di lavorare senza feedback e senza direzione.
Co-costruzione del sistema di obiettivi con l’intero team, non imposta dall’alto. Obiettivi basati su output qualitativi (qualità del progetto, soddisfazione cliente, rispetto dei tempi) invece di metriche industriali. Feedback peer-to-peer strutturato ogni 2 mesi. Il senior coinvolto nel design del sistema come esperto interno.
Il collaboratore senior ha scelto di restare. Il sistema è stato adottato volontariamente da tutto lo studio. La qualità media dei deliverable è migliorata del 20% nei progetti successivi.
Retail · 34 punti vendita · 157 dipendenti
nel punto vendita peggiore
Retail · 34 punti vendita · 157 dipendenti
Il direttore operations non aveva un sistema di feedback strutturato per i 3 store manager. La qualità del servizio era disomogenea: NPS clienti a 72 nel migliore, 41 nel peggiore. Il direttore passava la metà del suo tempo a controllare i singoli negozi invece di coordinare la rete.
Definizione di KPI condivisi e omogenei: NPS cliente, scontrino medio, tasso di conversione, assenteismo. Check-in bisettimanale con ciascun store manager (15 min video). Leaderboard interna non competitiva orientata al miglioramento rispetto alla propria baseline. Sessione mensile congiunta con i 3 manager.
Il punto vendita con NPS più basso si è allineato agli altri in 4 mesi. Il direttore operations ha ridotto del 40% il tempo dedicato al controllo dei singoli negozi. Il sistema è diventato il riferimento per la valutazione dei bonus annuali.
Consulenza HR · Motivare i Dipendenti
Tre situazioni reali in cui l’engagement era il problema strutturale.
Logistica · 1.250 dipendenti
€60k risparmiati in 12 mesi
Logistica · 1.250 dipendenti
Un’azienda logistica aveva un turnover del 45% annuo. Le exit interview rivelavano che il 70% dei dimissionari citava: ‘ci si accorge di te solo quando sbagli’. Nessun riconoscimento del lavoro quotidiano, nessun feedback positivo, nessuna prospettiva di crescita. Il costo annuo del turnover superava i 120.000€.
Formazione dei team leader (3 persone) sulla struttura del feedback positivo specifico e tempestivo, secondo il modello SBI (Situation-Behavior-Impact). Introduzione di un obiettivo operativo settimanale visibile per ogni squadra. Sistema di riconoscimento mensile basato su KPI esplicito. Sessioni di ascolto individuale con i 5 dipendenti a più alto rischio di abbandono.
Il turnover è sceso dal 45% al 22% in 12 mesi. Il risparmio stimato è di circa 60.000€ per sola riduzione del costo di sostituzione. Tre dipendenti che avevano già avviato processi di selezione esterna hanno scelto di restare.
Studio legale · 47 persone
non chi avevo”
Studio legale · 47 persone
Il socio fondatore non capiva perché i collaboratori junior non mostrassero iniziativa. I junior lamentavano aspettative implicite, cambiamenti di direzione frequenti, mancanza di feedback. Stallo totale: un lavoratore a bassa autonomia e un manager a bassa delega si rinforzavano a vicenda.
Workshop di 2 ore con il fondatore per rendere esplicite le aspettative implicite: cosa significava ‘iniziativa’, quali decisioni potevano essere prese autonomamente. Definizione del principio ‘autonomia nel metodo, accountability sul risultato’ per ogni livello. Piano di sviluppo individuale per i 3 collaboratori con più potenziale.
Due collaboratori hanno presentato proposte di business in autonomia nei 3 mesi successivi. Il terzo ha gestito in autonomia il primo cliente dall’acquisizione all’erogazione. Il senior che stava valutando di lasciare ha rinunciato.
Cliniche veterinarie · 5 sedi · 35 persone
da 34 a 71 in 9 mesi
Cliniche veterinarie · 5 sedi · 35 persone
Una rete di cliniche veterinarie viveva una tensione cronica tra direzione aziendale e veterinari: ‘voi pensate solo ai numeri, noi pensiamo ai pazienti’. Il NPS interno era a 34 su 100. Due veterinari stavano valutando di aprire una clinica autonoma.
Workshop diagnostico per dimostrare che qualità clinica e performance economica non sono in contraddizione. Definizione di KPI condivisi integranti qualità clinica e indicatori economici (tasso di fidelizzazione, valore medio per paziente). Sessioni mensili di confronto interdisciplinare tra veterinari e management.
Il NPS interno è passato da 34 a 71 in 9 mesi. I due veterinari che valutavano di lasciare sono rimasti e sono stati promossi a responsabili clinici. L’azienda ha costruito un modello di governance replicato in 2 nuove sedi.
Consulenza HR · HR Assessment
Tre situazioni in cui la diagnosi ha cambiato la direzione dell’intervento.
PMI manifatturiera · 87 dipendenti
35% → 8% in 12 mesi
PMI manifatturiera · 87 dipendenti
L’imprenditore era convinto di avere un problema di selezione: ‘assumiamo persone sbagliate’. Stava per attivare una ricerca con un head hunter. L’assessment ha rivelato una realtà diversa: i candidati scelti erano adeguati, ma il processo di onboarding era inesistente. I nuovi assunti venivano inseriti in produzione senza guida, obiettivi o supporto, e lasciavano entro 6 mesi.
Assessment HR in 90 minuti su 7 aree. Interviste individuali con 5 dipendenti con meno di 6 mesi di anzianità. Mappatura dell’intero processo di onboarding dall’offerta firmata al 90° giorno. Identificazione dei 3 momenti critici in cui i nuovi assunti perdevano motivazione e orientamento.
Piano di onboarding strutturato su 30-60-90 giorni. Il turnover nel primo semestre è sceso dal 35% all’8% in 12 mesi. L’imprenditore ha smesso di investire in head hunting per ruoli operativi, risparmiando circa 15.000€ annui.
Studio commercialista · 12 persone · 2 soci
1 assunzione invece di 3
Studio commercialista · 12 persone · 2 soci
Due soci avevano posizioni opposte sulla gestione HR: uno voleva assumere 3 persone in 6 mesi, l’altro voleva capire prima perché le persone già in organico non rendevano abbastanza. La decisione era bloccata da mesi. Il clima peggiorava. Due collaboratori avevano già ricevuto offerte dall’esterno.
Assessment separato con entrambi i soci (90 min ciascuno) per far emergere le loro percezioni della situazione HR. Analisi del gap tra le due visioni. Sessione congiunta per costruire un piano su 5 azioni prioritarie condivise. La decisione sulle assunzioni è diventata parte di una strategia più ampia.
I due soci hanno preso una decisione condivisa: 1 assunzione mirata invece delle 3 previste. Due anni dopo lo studio è in crescita, i soci lavorano con un linguaggio comune sulla gestione HR, e 3 collaboratori originali sono stati promossi internamente.
Startup e-commerce · 8 persone
in 3 settimane (vs 3–6 mesi)
Startup e-commerce · 8 persone
Il CEO stava per assumere il primo HR manager. L’assessment ha rivelato che non esistevano i processi di base: nessun onboarding, nessuna job description scritta, nessun sistema di feedback. Assumere un HR manager senza processi significava inserire una figura che avrebbe passato i primi 6 mesi a costruire ciò che avrebbe dovuto già esistere.
Mappatura di ciò che esisteva e di ciò che mancava nelle 7 aree HR. Identificazione delle 3 priorità da costruire prima dell’assunzione: job description per tutti i ruoli, onboarding semplice, feedback trimestrale. Piano di implementazione a 6 mesi con supervisione mensile.
Quando l’HR manager è arrivata aveva strutture concrete su cui lavorare fin dal primo giorno. Il suo onboarding si è completato in 3 settimane invece dei 3–6 mesi tipici. L’azienda ha evitato il classico errore di ‘assumere un HR per far fare ciò che non si sa fare’.
Consulenza HR · Performance, Ruoli e Struttura Organizzativa
Tre situazioni reali di ridisegno organizzativo e sistemi di delega.
Family business · 32 dipendenti · 2a generazione
−90% in 3 mesi
Family business · 32 dipendenti · 2a generazione
Il figlio del fondatore aveva ereditato un’azienda manifatturiera con ruoli storici mai scritti formalmente: mansioni diverse dai contratti, linee di riporto informali, figure ibride che facevano un po’ di tutto. Conflitti continui su ‘chi fa cosa’ e ‘chi decide cosa’. In 6 mesi, 2 figure chiave si erano dimesse citando il caos organizzativo.
Mappatura as-is in 3 sessioni di lavoro: chi fa cosa realmente. Ricostruzione dell’organigramma reale vs quello formale. Progettazione della struttura to-be con ruoli chiari, linee di riporto definite e matrici RACI per i 12 processi critici. Piano di transizione di 8 settimane con milestone verificabili.
Organigramma reale e funzionante in 8 settimane. I conflitti su ‘chi fa cosa’ si sono ridotti del 90% nei 3 mesi successivi. Il titolare ha smesso di essere il tappabuchi delle dispute operative. L’azienda ha assunto 2 nuove figure in 6 mesi senza creare nuovi conflitti di ruolo.
Studio medico · 3 sedi · 22 persone
senza una chiamata operativa
Studio medico · 3 sedi · 22 persone
Il direttore sanitario gestiva ogni problema operativo in prima persona: dalla sostituzione dell’acqua del distributore ai conflitti tra medici. Non era riuscito a fare una vacanza di 2 settimane in 5 anni senza ricevere almeno 15 chiamate. Il 70% delle decisioni che prendeva erano tecnicamente delegabili.
Mappatura di tutte le decisioni prese nell’arco di un mese: urgenti vs importanti, delegabili vs non delegabili. Definizione dei livelli di autonomia per ogni ruolo. Formazione dei 3 coordinatori di sede su gestione urgenze, comunicazione con i medici, reporting mensile. Costruzione di un sistema di escalation chiaro e documentato.
In 4 mesi, riduzione del 60% delle interruzioni urgenti al direttore. Il direttore ha fatto la prima vacanza in 5 anni senza ricevere una sola chiamata operativa. L’azienda ha aperto una quarta sede 8 mesi dopo senza aumentare il carico del direttore.
Startup tech · 18 persone · scale-up
del suo tempo operativo
Startup tech · 18 persone · scale-up
Una startup era cresciuta da 5 a 18 persone in 18 mesi, ma la struttura non aveva tenuto il passo: tutti riportavano ancora direttamente al CEO, che si ritrovava con 14 diretti riporti e riunioni infinite. La velocità di esecuzione si stava riducendo. Ogni decisione era bloccata dalla necessità di coinvolgere il CEO.
Progettazione di 4 funzioni autonome (Product, Engineering, Operations, Growth) con un responsabile ciascuna, scelto internamente. Piano di transizione progressivo: 4 settimane di handover, 2 di run parallelo, 2 di autonomia piena. Definizione delle decisioni che rimangono al CEO e di quelle che passano ai team lead.
Struttura funzionante in 6 settimane. Il CEO ha liberato il 40% del suo tempo operativo, reinvestito in strategia e fundraising. L’azienda ha raggiunto 35 persone 12 mesi dopo senza crisi organizzative. Il round Series A è stato completato 9 mesi dopo la ristrutturazione.
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