09Dic
Onboarding assente = Turnover entro 6 mesi.
Onboarding assente = Turnover entro 6 mesi.


A settembre 2025 ho analizzato una PMI con turnover al 28%. !!!
La causa? Nessun onboarding.
La “procedura standard” era questa:

Giorno 1: “Questa è la tua postazione.”
Giorno 2: “Segui lei e impara.”
Giorno 3: Caos.

Una persona senza onboarding efficace ha 3 volte più probabilità di lasciare l’azienda entro 180 giorni. Perché? Perché non sa cosa fare, come farlo, con chi farlo, perché farlo. L’onboarding non è accoglienza ma produttività strategica anticipata.
Ad ottobre 2025 l’abbiamo ricostruito in 5 fasi e ad oggi dopo 5 mesi il turnover è sceso del 55%.

Check-list strutturata in 5 fasi per l’onboarding, progettata con logica anti–turnover, orientata a ridurre le dimissioni nei primi 6–12 mesi, aumentare time-to-productivity e rafforzare il contratto psicologico.

Il modello è pensato per PMI e aziende industriali/multisettoriali ed è direttamente applicabile.

1. PRE-ONBOARDING STRATEGICO

Contesto e problema. Gran parte del turnover precoce nasce prima dell’ingresso: aspettative non allineate, ambiguità su ruolo e contesto, silenzio organizzativo.

Obiettivo: Ridurre l’ansia da ingresso, allineare aspettative, rafforzare la decisione di scelta dell’azienda.

Check-list operativa

  • Job description definitiva validata da HR e responsabile diretto
  • Chiarezza su: obiettivi dei primi 90 giorni (non attività,risultati attesi)
  • Comunicazione scritta di:
  • ruolo
  • priorità
  • criteri di successo
  • Invio Welcome Pack (organigramma, valori operativi, contesto business, codice etico, altro…)
  • Nomina formale di un referente interno (manager o tutor)
  • Piano agenda primo giorno / prima settimana
  • Setup strumenti IT, accessi, badgeprima dell’ingresso

Deliverable

  • Documento “Primi 90 giorni – cosa significa avere successo qui”

KPI

  • % dimissioni entro 30 giorni
  • No-show / ripensamenti pre-ingresso

2. ACCOGLIENZA E ORIENTAMENTO (giorno 1 – settimana 1)

Contesto e problema. Il primo impatto determina la percezione di professionalità dell’organizzazione.

Obiettivo: Creare sicurezza operativa, chiarezza e senso di legittimazione nel ruolo.

Check-list operativa

  • Accoglienza strutturata (non improvvisata)
  • Incontro formale con:
    • HR (regole, contratto, aspettative)
    • Responsabile diretto (priorità e stile di lavoro)
  • Presentazione chiara di:
    • struttura
    • processi decisionali
    • “come funzionano davvero le cose”
  • Consegna organigramma + mappa relazioni chiave
  • Spiegazione esplicita di cosanon è richiesto nei primi 30 giorni
  • Affiancamento iniziale programmato (non casuale)

Deliverable

  • Checklist “Settimana 1 completata”

KPI

  • Engagement percepito settimana 1
  • Errori operativi da disorientamento

3. INSERIMENTO OPERATIVO GUIDATO (30–60 giorni)

Contesto e problema. Il rischio maggiore è l’abbandono per senso di inadeguatezza o solitudine organizzativa.

Obiettivo: Portare la persona a essere operativa con fiducia, non solo “attiva”.

Check-list operativa

  • Piano di affiancamento strutturato (chi → su cosa → per quanto)
  • Obiettivi a 30 e 60 giorni misurabili e realistici
  • Check settimanali manager–collaboratore (15–30 min)
  • Feedback tempestivo su:
    • cosa funziona
    • cosa correggere
    • cosa non è prioritario
  • Chiarezza su standard di qualità e autonomia decisionale
  • Riduzione progressiva dell’affiancamento (non taglio netto)

Deliverable

  • Scheda “Progress Review 30–60 giorni”

KPI

  • Time-to-productivity
  • Errori ripetuti
  • Livello di autonomia raggiunto

4. CONSOLIDAMENTO E ALLINEAMENTO (60–90 giorni)

Contesto e problema. Molti lasciano quando capiscono che non vedono futuro o non comprendono i criteri di valutazione.

Obiettivo: Rendere esplicito il patto di medio periodo: performance, crescita, aspettative reciproche.

Check-list operativa

  • Colloquio strutturato di valutazione inserimento
  • Allineamento su:
    • obiettivi annuali
    • criteri di valutazione
    • indicatori di performance
  • Discussione aperta su:
    • difficoltà reali
    • gap di competenze
    • supporti necessari
  • Chiarezza su sviluppo possibile (non promesse,condizioni)
  • Conferma formale del ruolo e delle responsabilità

Deliverable

  • Verbale colloquio 90 giorni
  • Piano di sviluppo individuale (se pertinente)

KPI

  • Turnover entro 6 mesi
  • Qualità percepita della leadership diretta

5. INTEGRAZIONE E RETENTION ATTIVA (3–12 mesi)

Contesto e problema. Il turnover non si previene con “motivazione”, ma con sistemi di continuità.

Obiettivo: Trasformare l’inserimento in appartenenza professionale stabile.

Check-list operativa

  • ☐ Integrazione nei processi di performance management
  • ☐ Feedback strutturato almeno trimestrale
  • ☐ Monitoraggio carico di lavoro e priorità
  • ☐ Coinvolgimento in decisioni coerenti con il ruolo
  • ☐ Ascolto attivo su segnali deboli di disingaggio
  • ☐ Verifica annuale coerenza ruolo–persona

Deliverable

  • Valutazione annuale
  • Aggiornamento obiettivi e responsabilità

KPI

  • Turnover < 12 mesi
  • Retention high performer
  • Engagement score

Valore per l’azienda

  • Riduzione del turnover precoce (–20% / –40%)
  • Minori costi di sostituzione e formazione
  • Aumento produttività nei primi 6 mesi
  • Migliore reputazione come datore di lavoro

Libero professionista come HR Temporay Director con oltre vent’anni di esperienza nella gestione strategica e operativa delle risorse umane in contesti industriali, manifatturieri e di servizi ad alta complessità organizzativa. Ho sviluppato un percorso che integra competenze manageriali, organizzative e relazionali, costruendo politiche HR capaci di sostenere la crescita delle aziende. Specializzato in Performance Management, Talent Acquisition e Retention, Governance e Change Management, ho gestito budget HR fino a ≈ 2.500.000 € annui, coordinato team HR e payroll fino a 7 persone, e accompagnato aziende in fasi di crescita, ristrutturazione e processi di innovazione in ambito HR. Adotto le best practices internazionali riconducibili al body of knowledge di APICS: Association for Operations Management e quelle internazionali della Lean Production e della Lean Office. Il mio approccio integra visione strategica e attenzione operativa: dalla definizione delle roadmap HR alla negoziazione di contratti e politiche retributive, dalla gestione di relazioni sindacali alla costruzione di sistemi premianti di varie tipologie come ad esempio MBO, OKR ecc. costruiti ad hoc. Ho sempre riportato direttamente al Presidente, al CEO o al Consiglio di Amministrazione, garantendo un allineamento costante tra strategia HR e obiettivi aziendali.