09Dic

In poco più di 6 mesi cambiano tre #manager. Non è sfortuna. È un segnale.

Quando un manager entra ed esce in poche settimane, l’errore non nasce dal profilo. Nasce dall’assetto aziendale. Il manager arriva, trova #ruoli sfumati, #obiettivi mobili, deleghe scritte senza potere operativo. Prova a intervenire: incontra muri silenziosi. Capisce una cosa semplice. La posizione prometteva autorità, l’organizzazione concedeva esposizione e quel punto esce. Tre manager in sei mesi indicano una #Direzione incapace di definire il mandato. Indicano una #selezione basata sul prestigio del #curriculum, non sulle #responsabilità reali. Indicano un #onboarding assente. Indicano un’#azienda pronta a pretendere risultati, non a sostenere #decisioni. Il costo reale non riguarda il prossimo inserimento. Riguarda la #fiducia interna.

In poco più di 6 mesi cambiano tre #manager.
In poco più di 6 mesi cambiano tre #manager.

Quando osservo i dati delle aziende, e

– Ogni uscita rafforza il cinismo dei team.

– Ogni cambio riduce l’allineamento.

– Ogni fallimento rende meno credibile la #leadership.

La domanda utile non riguarda la colpa. Riguarda il #sistema. Quale assetto rende inevitabile l’uscita di chi entra? Finché questa risposta manca, il #turnover manageriale diventa una regola. La stabilità manageriale dipende da chiarezza di #ruolo, #governance coerente, relazione solida con il vertice. Non dipende dal talento individuale. #Kotter collega i fallimenti di #leadership a organizzazioni prive di allineamento strategico. Se questo schema si ripete, fermarsi vale più di assumere di nuovo.

 

Libero professionista come HR Temporay Director con oltre vent’anni di esperienza nella gestione strategica e operativa delle risorse umane in contesti industriali, manifatturieri e di servizi ad alta complessità organizzativa. Ho sviluppato un percorso che integra competenze manageriali, organizzative e relazionali, costruendo politiche HR capaci di sostenere la crescita delle aziende. Specializzato in Performance Management, Talent Acquisition e Retention, Governance e Change Management, ho gestito budget HR fino a ≈ 2.500.000 € annui, coordinato team HR e payroll fino a 7 persone, e accompagnato aziende in fasi di crescita, ristrutturazione e processi di innovazione in ambito HR. Adotto le best practices internazionali riconducibili al body of knowledge di APICS: Association for Operations Management e quelle internazionali della Lean Production e della Lean Office. Il mio approccio integra visione strategica e attenzione operativa: dalla definizione delle roadmap HR alla negoziazione di contratti e politiche retributive, dalla gestione di relazioni sindacali alla costruzione di sistemi premianti di varie tipologie come ad esempio MBO, OKR ecc. costruiti ad hoc. Ho sempre riportato direttamente al Presidente, al CEO o al Consiglio di Amministrazione, garantendo un allineamento costante tra strategia HR e obiettivi aziendali.